IL TERRITORIO – LA COSTA DEI BORGHI ANTICHI

Longobardi insieme ad altri comuni, è un componente di quell’area che sta emergendo come La Costa dei Borghi Antichi, altrimenti conosciuta come il Sud Tirreno cosentino. Un’area a breve distanza dall’aeroporto di Lamezia (30 minuti d’auto), che è la somma di un paesaggio spettacolare, costituito dal connubio tra mare, monti , boschi di pinete e borghi antichi dove, ancora oggi, si consumano riti e tradizioni che altrove sono solo un ricordo. I comuni costieri sono, Amantea, Belmonte Calabro, Longobardi, Fiumefreddo Bruzio, Falconara Albanese e San Lucido, mentre i comuni dell’entroterra sono Lago, Cleto, San Pietro in Amantea, Aiello e Serra d’Aiello.

Oltre alla spettacolarità del paesaggio determinato, appunto, dal connubio tra mare e monti, oltre alla indiscussa bellezza suggestiva dei borghi medievali, una delle caratteristiche che rendono la Costa dei Borghi Antichi una méta turistica per tutto l’anno e non solo per la balneazione estiva, è il microclima. In pratica è sempre primavera e svernare in questo luogo, è certamente meglio che svernare tra lo smog, il traffico e le targhe alterne.

Longobardi

ex casale di Fiumefreddo B. è un piccolo borgo situato in collina, dal quale si gode una spettacolare vista su Stromboli. Sulle alture circostanti, oltre ad una pineta attrezzata per passeggiate e picnic, per gli appassionati, è possibile fare anche lunghe passeggiate a cavallo, tra boschi di pini secolari e felci. In paese è visitabile la Casa della Cultura, la Chiesa Madre e la casa del Beato Nicola.

Belmonte Calabro

situato su un cocuzzolo roccioso prospicente in mare, è un borgo medievale la cui edificazione, avvenuta intorno al suo castello, è iniziata in epoca angioina, cioè intorno al 1270. L’impianto urbano è ancora perfettamente intatto ed è caratterizzato da vicoli e scalinate, da alcuni palazzi nobiliari e dall’affaccio panoramico prospiciente il colle dedicato al monumento di Michele Bianchi. Di buon interesse turistico sono i resti del castello, oggi biblioteca comunale, dove Galeazzo di Tarsia componeva i suoi versi poetici e il piccolo Museo della Civiltà Contadina. Belmonte C. è la patria del pomodoro gigante, l’unico pomodoro a fregiarsi di una etichetta deco.

Amantea

è il polo commerciale più importante di tutta l’area. Con i suoi 13mila abitanti, è anche la cittadina più popolosa della Costa dei Borghi Antichi. Sulle alture circostanti, sovrastate dai resti del castello distrutto dai Francesi nel 1806, il borgo antico d’aspetto pittoresco, è un punto d’attrazione per molti visitatori, anche per le numerose botteghe di artisti (pittori e scultori) che vi sono insediate. Da visitare il convento monumentale di San Bernardino, dove sono conservate anche opere del Bernini e del Cagini, il Palazzo delle Clarisse, dove è esposta una pinacoteca unica nel suo genere: oltre 100 opere, tutte falsi d’Autore. Di grande interesse folcloristico, il Mercato Domenicale, unico nel suo genere, perché i venditori non sono ambulanti, ma sono i contadini che portano sui banchi il frutto del loro lavoro. Sono bandite le firme della grande distribuzione.

Fiumefreddo Bruzio

è il borgo medievale più suggestivo di tutta la Costa dei Borghi Antichi. È inserito nel club dei Borghi più belli d’Italia. Le chiese, i due antichi conventi restaurati, i palazzi nobiliari e l’affaccio sul mare del Piazzale della Torretta, i vicoli, sono i punti di grande attrazione turistica. Poco distante dal borgo sorge il Castello della Valle, edificato da Roberto il Guiscardo intorno al 1050, oggi in parte restaurato, dopo essere stato distrutto dalle cannonate del generale francese Renyer nel 1806. Il castello Della Valle, dal 2007, è anche Monumento Contro Tutte le Guerre. Nella Stanza dei Desideri del castello, sono ammirabili alcune delle opere che Salvatore Fiume ha dedicato alla cittadina, dopo esserne rimasto stregato nell’ormai lontano 1974. Altre opere dell’Artista sono ammirabili nella Chiesa di San Rocco, adiacente la Porta di Mare. Falconara Albanese, il paese dei “ghegghi” è situato in posizione di mezza collina, al riparo.

San Lucido

tra i paesi della Costa dei Borghi Antichi è l’unico che vanta di avere l’antico borgo direttamente affacciato sul mare e, infatti, vive di pesca, oltre ai servizi commerciali. E’ il paese che ha dato i natali al Cardinale Ruffo, ed è il borgo marinaro che nel 1536, fu distrutto da un rogo provocato dal pirata saraceno Karadin, detto anche "Il Barbarossa".

San Pietro in Amantea

è un piccolo borgo dell’entroterra, la cui piazza principale è caratterizzata da una fontana monumentale situata sotto le fronde di una quercia secolare. Nei suoi boschi circostanti si raccolgono pregiatissimi funghi e nel terreni coltivati, vegetano vigne di “Magliocco” e “Marcigliano”, di “Merlot” e “Cabernet”, che producono vini di altissima qualità.

Lago

nel comprensorio della Costa dei Borghi Antichi, è per eccellenze il borgo montano, pur essendo a brevissima distanza dal mare. E’ circondato da folti boschi, dove in primavera si possono compiere salutari e comode passeggiate e in autunno si possono cogliere funghi pregiati e castagne. Famose le pizze di Lago e altrettanti famosi sono i capicollo e le soppressate.

Aiello

vanta la più bella piazza settecentesca della Costa dei Borghi Antichi, dove fa bella mostra di se il prestigioso Palazzo di Cibo Malaspina, un clone di quell’edificio che esiste a Massa Carrara. Era il paese dei Notai e degli avvocati, era la fortezza posta a guardia della strada che dal mare portava all’antica Pandosia, oggi Cosenza. È il paese che ha dato i natali a 2 Papi, a 8 Cardinali e a decine di Vescovi.

Serra d’Aiello

è un microscopico e solare borgo collinare dove, di recente, alcuni scavi hanno portato alla luce preziosi e importanti reperti archeologici di una civiltà autoctona, dunque ne greci e nemmeno romani, tutti conservati nel museo Antiquarium, guidato e gestito da Franco Frojo.

Cleto

sorge arroccato sulla cima di Monte Sant’Angelo, con il suo castello in fase quasi ultimata di restauro, domina l’intera Valle del Savuto, detta anche la Valle del Silenzio. In questa valle vegetano circa 130.000 piante di ulivi, sulle 700.000 piante censite da un apposito ufficio della CEE, lungo tutta la costiera del Tirreno cosentino. Producono circa 20.000 quintali di olio d’oliva extravergine ogni anno.